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“ dalla quale conoscer si possa se le miniere di ferro in Calabria fossero state del tutto esplorate , o se in altro luogo del reame si fossero stabilite ferriere”. Federico II
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Lo sfruttamento minerario nella vallata dello Stilaro, ha radici che si perdono nella notte dei tempi. Già in piena età del ferro le popolazioni indigene reperivano il ferro dalle locali miniere per realizzare i propri utensili. I greci, nel fondare nel VIII-VII sec.a.C. la città di Kaulon posta presso la foce del fiume Assi, furono spinti in questa loro colonizzazione proprio dalla presenza nell’entroterra delle Serre Calabre delle ben note miniere di ferro, rame, argento,ecc… I romani, nel conquistare la Calabria, istituirono, per meglio sfruttare le risorse minerarie della vallata dello Stilaro, una colonia per “i dannata ad metalla” ubicata tra Pazzano e Stilo, nella prossimità del bacino minerario di limonite. I bizantini, proseguirono lo sfruttamento minerario. I normanni lo incentivano, concedendo alla certosa di San Bruno beni e possedimenti, e tra questi: mulini, battandieri e tutte le miniere di ferro e rame presenti nel territorio dello Stilaro. In seguito tutte le dinastie succedutesi alla guida politica del sud Italia, meno che i Savoia che chiusero le miniere nel 1874, trovarono utile e vantaggioso continuare lo sfruttamento minerario dello Stilaro che, ripreso da imprenditori privati verso il 1875, ebbe termine, definitivamente dopo oltre due millenni, intorno al 1950. |



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Pianta delle miniere di Pazzano |
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Miniera “Regina” - Pazzano |
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Pianta miniere dello Stilaro, 1800 |
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Miniera “ Noceto” - Bivongi |

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Limonite |

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Minatori |
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Minatori |
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Miniera “Acqua calda” |
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Visita ad una miniera |