Le ferriere e le fonderie di Calabria, nei forni fusori, utilizzavano il carbone vegetale ricavato dagli immensi boschi delle Serre Calabre.

  Dal camino, il capo carbonaio alimentava il fuoco e dai fori, detti sfiatatoi o fumarole,  controllava a vista la combustione regolandosi in base al  colore del fumo ( bianco nella prima fase, giallo nella fase centrale della carbonizzazione, azzurro al completamento della stesa ).

  In seguito a complesse azioni, regolate solo dalla esperienza dei carbonai,  e dopo circa 8-9 giorni di cottura, si otteneva la perfetta carbonizzazione della legna.

  Si procedeva quindi alla chiusura definitiva dei fori e del camino che, non apportando più alla combustione interna ossigeno, consentiva di spegnere la carbonaia che, dopo circa due giorni di raffreddamento veniva smontata.

   Nella prima meta del '800 in Calabria, si tentò di utilizzare negli altiforni di Mongiana, al posto del carbone vegetale, il carbon fossile che veniva estratto da alcune miniere aperte ad Agnana Calabra, comune poco distante dalle fonderie delle Serre.

     A questo  processo, indispensabile per fornire alle ferriere il combustibile per attuare la fusione del minerale, erano addette delle apposite maestranze, quasi sempre dello stesso nucleo familiare che si tramandavano l’ "arte" da padre in figlio .

  Dopo aver precedentemente scelto il sito sul quale si doveva carbonizzare e che doveva essere posto in piano e insistere su di un terreno compatto e non poroso, si piantava una lunga pertica che costituiva il centro

dell’ aria di lavoro.

  Partendo dalla pertica si circoscriveva il diametro della carbonaia e si incominciava a costruire con pezzi di legna il “camino” al quale si addossavano, in un particolare ordine, i pezzi più grandi attorniando il tutto con altra legna di pezzatura più piccola.

  Questo procedimento dava alla carbonaia la tipica forma a cupola.

  Terminata la fase di accatastamento della legna, si iniziava a ricoprire il tutto con della terra, lasciando però libera la parte terminale del camino e praticando su tutta la superficie della carbonaia dei fori utili ad aerare la combustione.

  

Il carbone vegetale