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Dalla molibdenite, si estrae il molibdeno, impiegato per leghe d’acciaio speciali, come lubrificante a secco, ecc.. In Italia ci sono tre soli giacimenti: a Bivongi (R.C.); in Sardegna e nel Trentino. |



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Alla dismissione, post-unitaria, del bacino minerario Pazzano-Stilo-Bivongi, da parte dello Stato, seguì una intensa ma non proficua campagna estrattiva e di ricerca da parte di numerose Soc.private: la Torelli e Re di Roma,l’Ilva, la “Miniere di Pazzano” di Genova, la Montecatini, ecc… . Una nuova fase di ricerca fu avviata intorno al 1936 da altre aziende: la COMITAL, ; la Soc. AMNI; la Soc. Ernesto Breda, che avevano come principale scopo la ricerca di minerale di rame, di ferro e soprattutto di molibdenite. Le ricerche della Breda , furono le più fruttuose e permisero il ritrovamento di numerosi giacimenti di limonite e soprattutto di molibdenite. La Breda avviò in Calabria lo sfruttamento di uno dei più ricchi giacimenti minerari Italiani di molibdenite, con l'apertura di numerosi cantieri, insistenti nel circondario di Bivongi, Pazzano e Nardodipace. Il più ricco di minerale si rivelò il cantiere “Giolli" o “Giogli”, nel comune di Bivongi, da quale il minerale con una teleferica veniva portato ad un grande impianto di "flottazione" la “laveria”, costruito sul fiume Stilaro in contrada "Perrocalle". L’attività mineraria, sostenuta dal sistema autarchico fascista, ebbe termine in seguito all'arrivo in Calabria delle truppe americane, nel corso del secondo conflitto Mondiale. Finita la guerra i lavori, che impiegavano circa 200 operai, non furono ripresi. |




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Cantiere “Giolli” - Bivongi |
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Addetti alla ricerca |
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Minatori anni 50 |
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Si smonta la teleferica |
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Pianta di miniera |
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Molibdenite |
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Impianto di flottazione - Bivongi |
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Carrello da miniera |
